Benvenuti e, innanzitutto, buon ascolto.
Da più di 20 anni la musica è divenuta anche la mia professione. Ha rappresentato e rappresenta ogni giorno uno strumento per conoscere me stesso e scoprire ”l’Uomo”, con il suo infinito potenziale espressivo, spirituale ed intellettuale. Un’esperienza che mi ha portato a dirigere nei contesti più diversi, in molti Paesi e davanti ad una ampia tipologia di pubblico; questo mi ha permesso di maturare una certezza: la musica ha una prerogativa unica, quasi magica, ovvero la capacità di arrivare direttamente alla sfera più profonda delle emozioni di ognuno, senza distinzione culturale o tecnica.
Fin dalle prime esperienze concertistiche, infatti, ho percepito in modo evidente quanta attrazione essa possa esercitare: lo stupore e la vibrazione che suscita, il senso di partecipazione all’emozione che si produce. La musica è qualcosa di arcaico, di radicale, di connaturato a noi stessi, profondamente iscritto nel nostro codice sensoriale.
Per questa ragione sono ancor più convinto che Musica ed Arte abbiano una valenza sociale e pedagogica fondamentale, necessaria persino in contesti apparentemente diversi da esse. Mondo economico delle imprese, vita civile, mondo dell’istruzione e atenei, organizzazioni private e pubbliche, enti e amministrazioni possono trovare nella musica non soltanto una disciplina da valorizzare e finanziare, ma una vera e propria scuola di crescita culturale, intellettuale, umana e professionale.
Musica ed Arte oggi sono considerate a livello internazionale come una risorsa integrata all’articolato e complesso sistema produttivo: il Tour Europeo della CitiBank con la New York Simphony Orchestra, i Tour mondiali del Teatro alla Scala e dell'Orchestra Nazionale di Santa Cecilia in concomitanza delle promozioni governative per i rapporti commerciali, le orchestre sostenute da Società Multinazionali.
I tanti programmi di sviluppo manageriale e di formazione costruiti attraverso percorsi, metafore e strumenti musicali, ne sono un ulteriore chiaro esempio. |